Una voce che semina occhi e notti,
una nuvola che dichiara tregua
nel visitare il corpo che indosso,
il passo che affonda
senza guardiani alati.
Non è il chiodo
che da millenni ci crocifigge,
ma l’astro perduto
per un apostrofo anagrafico,
quando il sangue è sempre uguale,
e non chiede di scivolare tra bivacchi
ma alla foce del sole.
Alla linea di donna,
all’anima stessa,
al predicato dei valori,
la visione del mondo conserva
un confine infreddolito,
dove brinano
anche le allodole.