Dove sbocciano i fiori
che non vogliono memoria,
tra metropoli spoglie
di parole plurali
e grattacieli spinti
da sguardi d’urgenza.
Chi inciderà i silenzi che boccheggiano
su ossa mangiate dai cani e panni
diventati teatro di sangue?
Quale inedia sconnessa
s’inginocchia
sotto i manganelli del potere,
quale altare di sabbia,
quale balbettio senza lingua?
Chi brucerà l’eredità
senza bombette al napalm –
di tutto questo negativo
scolorito dal sole?
Chi profanerà l’abbraccio,
le preghiere degli angeli,
la promessa,
la bandiera?
Come marchieranno i puri d’aria,
i deserti, le tundre?
Chi batte il silenzio
su scatole vuote,
chi ferma la marcia al piede razzista,
chi contratta con la stretta di mano?
E chi ha scelto di lottare
soffia la vela,
soffia fino a farsi scoppiare.
Come cresceranno —
abitati dagli spot –
i ragazzi di domani?
Oltretutto, i ragazzi, gli studenti, sono aggrediti da una pseudo politica che non sta in piedi.
Impietosa e vera questa lirica. In effetti lasciamo in eredità un mondo negativo scolorito dal sole. Noi almeno siamo consapevoli del danno, loro, i ragazzi, sono persi in un mondo astratto.
ml