Cerchi completi

E tutto riemerge, immanente e fragile
come schegge di maiolica nella rete
tirata su piena di Babele.
E ci si alza,
acqua mista alla marea,
si guarda dentro.
Impariamo la lentezza del setaccio,
nel tempo che ci è dato per discernere –
quest’arte che s’impara esercitando
i sensi quando fluttuano –
richiede tempo.
Soprattutto è raccogliere,
tenere insieme,
e in un secondo momento,
cernere, senza cedere alla fretta
del funzionalismo.
Vale questa regola aurea:
tenere ciò che è vero, vivo,
radicato nell’amore,
al di là della perfezione,
del rumore, dell’apparenza.
Così si forma il focolare,
cerchi completi nella verità del cuore,
circonferenze morbide
nella libertà di accarezzare piano
la testa di un bambino
senza identità, senza spigoli, né angoli,
una mano testimone
che sa distinguere il bene dal superfluo,
l’amore dall’egoismo, la luce dalla zavorra.

11 pensieri su “Cerchi completi

  1. Veramente una splendida poesia su un’arte del vivere, che l’arte non sia quella cosa che a vivere ci può insegnare? Fai emergere riflessioni molto interessanti.

    ☮️🙏

  2. “ολοκληρωμένοι κύκλοι στην αλήθεια της καρδιάς,”
    Καλημέρα🌹🙌

  3. Dare il giusto posto a ciò che è radicato nell’amore, è ciò che rimette ordine e separa il grano dalla pula. L’uno sarà nutrimento, l’altra, polvere d’oro nel vento. Leggendo i suoi versi ho pensato che l’amore e il tempo sono amici, che nell’innocenza sorgiva del vero non c’è colpa, che nella lentezza c’è profondità e pace.
    Grazie Nadine, buona giornata 🤗

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