Storie da salvare

Immersa nella folla, scossa da altri passi,
schiene che vogliono conoscere
il massimo della vicinanza.
Incrociare occhi sconosciuti
tradotti dalla coscienza,
è un’esperienza di contatto
che invoca la consapevolezza,
la voglia di fermarsi, di lasciare
una carezza laterale, una connessione
emotiva più stretta
e una forma di cura verso l’altro.
Accende una visione obliqua
che libera la relazione.
Per quanto la metropoli sia una pellicola
con più memoria di storie da salvare,
da liberare rimane solo l’amore,
caduto in bianco e nero, avvolto
in un rapporto circolare.
Quando si può esprimere un legame profondo,
più intimo di un semplice contatto
dove s’accendono singolarmente le attese:
è un fiorire nel caos che umanizza.
È lì che la pace soverchia il frastuono,
si sbilanciano dal vetro, anime,
fino ad appellarsi con fervore a un saluto.
Siamo radicalmente dialogici,
istintivamente commossi
all’irruzione di un noi,
dobbiamo solo osare l’incontro.
Quante pagine potremmo scrivere
sulle fermate alle stazioni, sulla metro
sugli aeroporti!
Ma a noi piace temporeggiare,
vestirci di zone grigie, oscurarci,
tirare la coperta troppo corta sull’ipocrisia.
L’assenza è un nascondiglio precario
e a guarire le ferite occorre un’ospedale da campo.
Oh, mia cara fragilità,
ricuci i miei strappi,
affinché la poetica della mia fine
rimanga leggibile.

Photography by Ryan Weideman


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4 pensieri su “Storie da salvare

  1. Ho bisogno di folla per diluire la mia confusione e di solitudine per arginare il chaos.
    Il tuo percorso affascina, la poesia conduce e rasserena. È un mondo speculare che posso vedere e sentirne l’esattezza.
    Grazie Nadine 🌷

  2. Non vediamo la stessa cosa nella folla: il contatto molesto, il violento apparire, il costante disturbo della pace. Fugace, inutile, inconsequenziale ed insoddisfacente. La codardia del numero, l’irresponsabile eruzione dell’id senza rispetto. Anime perse nella meccanica del circolare, nulla più da salvare…

    Però…

    Come sempre la tua arte narrativa mi porta in questa dimensione a me opposta e parallela, dove c’è ancora uno squarcio di umanità che non vuole affondare nel nulla dell’incosciente collettivo.

    👏👏👏

    ☮️🙏

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