Cambierò canzone, seguendo rotte
che mi vedranno camminare sulle acque.
Mi mancherai teneramente, terra gentile,
innesto del mio quotidiano. Contando le gole
dei miei battiti, come una vela lisa
che chiama l’onda e la sua folata.
Così saluterò la vita – il bianco,
gli asterischi, i vuoti, la sintassi,
scaveranno a braccia una fossa fiorita
di silenzio benedetto, nella pace dell’oceano.