La memoria

C’è una devozione nel costruire muri,
una cattedrale nel deserto, mattone
dopo mattone, nell’intoccabile calce.
Dentro questa finzione mancano le forme:
nessuna porta, nessuna finestra
e secondo tradizione
la freddezza, il cinismo,
i risvolti beffardi
di un disastro esistenziale.

Ma il fatto certo è che questa esperienza
di tramonto d’equivoci salti e ribaltamenti
non forgia il realismo dell’oggetto:
l’amore si sa, rimane sopra il tetto –
colpevole solo
d’aver tradotto la memoria.


2 pensieri su “La memoria

  1. L’amore non è mai colpevole, ma di quale amore, parlo? Se penso ai muri all’hortus conclusus dove ci si ritira a meditare penso che il dentro è il fuori possano coincidere solo nell’amore. Ma quale? E li mi perdo perché comprendo che è solo il non sapere e il lasciarsi andare che supera la domanda è fa vivere volando oltre ogni muro.
    Grazie Nadine per i tuoi versi.

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