Dobbiamo l’iride alla notte
quando un tumulto d’ipotesi
si sgrana all’immagine
di una umanità di marmo.
Una transumanza millenaria
d’ali adorne di promesse,
di gonfie teorie.
Ma d’amore non si parla,
è come una violenza promessa,
progressiva, un campo di battaglia
sotto un rosso di pioggia.
Della Storia un diaspro di finzione,
talvolta con scheletri
d’eterne domande, di suicidi.