Ha bruciato sandalo nella notte,
il suo desiderio
era una mano sulla bocca,
che le impedisse di respirare; imparare
nell’asfissia come identificare
una gentilezza.
Si è vista accanto a pile di parole
senza un cenno per un bicchiere d’acqua,
parole secche come le piante del giardino;
ha sorriso, nemmeno il suo gatto
sapeva riconoscerla.
Si è vista accanto a pile di parole
come un lavandino pieno di piatti.
Anche l’empatia si strappa le ossa,
implorando d’essere affollata.
Sorride ma è a testa bassa,
è difficile confondere la sua sincerità
Grazie Eletta, a ben rileggerti.
Potente. Come se fosse stata scritta dall’ultima moglie uccisa massacrata e sepolta tra le macerie.
Nello scriverla ho dovuto appoggiare la maschera ed ho perfino bisticciato con la grammatica. Grazie, Roby.
È così la tristezza del sentirsi ignorati, l’insufficienza delle risposte alle domande.
O forse non basta mai, perché basta è una parola che non esiste nel dizionario del sentire.