Chi ti salva è una rosa d’inverno

dimmi ー
come hai fatto a entrare.
non c’era porta.
solo un battito incerto tra la soglia e lo sterno.
da dove vengo
tutti hanno una chiave ma nessuno
una casa nel cuore.
le finestre non si aprono
come le bocche
nelle foto segnaletiche.
da dove vengo
si vive chiusi
come un pugno prima della resa.
chi ti salva è una rosa d’inverno —
ma è finito, l’inverno,
e io tiro un sospiro allo specchio
che non restituisce più niente.
forse sei entrato per errore.
forse eri la poesia
o la pistola da piazzare fra gli occhi,
o quei numeri scritti a inchiostro
sul remoto del petto.
oggi potresti essere entrato
e io potrei decidere
che il tuo nome ha il sapore della notte,
scuro come un dramma shakespeariano,
o solo una malinconia.
il vero casolare è nel centro del cuore.
i vasi sanguigni: lampioni
che rischiarano i miei passi.
il mio cuore
è una sirena a kerosene.
un foro, più rosso di una rosa,
uno sguardo famelico
sul petto della mia poesia
dice che non c’è amore
senza un foro d’uscita nel cuore.
come un neonato imbavagliato.
nella stanza accanto
fumano la nostalgia.
la vorrei,
senza nessuno intorno.
perché tu mi struggi come in una tormenta.
forse tu sei me
a guardare gli uccelli
dall’onda del fiume.
forse sei tutti i colori
che non riesco a vedere.
forse io
sono il nero che li tiene insieme.
vieni —
ti dedico la foto-haiku.
a volte mi faccio male
solo per sentire che è ancora mia
questa pelle.
mi chiedo
quando ho smesso di essere ragazza.
di cantarmi
quel piovere alle grondaie.
non c’è una data.
solo una stanchezza.
e mi dico:
vai, scrivi.
spacca, taglia, ricuci.
torna quando vuoi, che qui nella tua stanza
c’è sempre luce accesa.
l’ultimo dio che ho lasciato
ha comprato una pistola, si è pagato da bere,
strappato i miei ricordi.
ma io non ho ricordi, penso.
quando amo: bacio.
quando sono sola:
mi presto tempo
senza legami,
senza ritagli di vecchie foto.
adesso sono entrambe le cose:
innamorata e sola.
una traduzione
che non si può dire
ad alta voce.
non sono ciò che dicono.
tranne quando mi sento così:
l’unica meteora che rischia il buio —
quando la scia divora l’orizzonte
per cucire la presenza,
tutto s’affolla.
non ti fidare:
sono il linguaggio diretto.
sono una sequoia.
l’ombra che ritorna alle labbra.
e questo è il mio esorcismo:
vattene
torna
vattene
torna
vattene –
è il fuoco dentro
che tiene accesa
la mia brace elettrica:
vedova di ciò che ho pregato.

Un pensiero su “Chi ti salva è una rosa d’inverno

  1. Da dove scappo io le chiavi son rubate e le porte sfondate, portandoti il conto della prigione di trasparenza violenta che han costruito.
    Il cuore muore senza un confine perché non rimane altro che sangue.
    Ma questo voglion da me…
    Siam entrambi vedovi, ma il mio dio era l’Umano.

    Complimenti, versi meravigliosi.

    ☮️🙏

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