La nuvola alta

E dopo i germogli dell’ultima luce,
da porte e finestre si apre l’attesa,
quell’attesa dismessa dicevo,
come un vecchio vestito palustre,
che donava ai miei occhi un marese di neve.
(Erano tue le tracce,
sulle quali morivo
e le labbra
tremavano
gli eterni silenzi.
Sarai tu, per cent’anni,
i sentieri la sera.
Il mio canto sarai tu, la nuvola alta,
in un vento dilatato dagli stormi.

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