una foresta
non domanda conferma agli occhi
cresce
anche nel punto cieco del mondo —
così l’umano:
reggersi in piedi
senza indossare
diagnosi cucite da galassie estranee
senza piegare la voce
alla liturgia del consenso
pensiamo alle lentezze —
ai corpi che esitano
alla paura del cambiamento
alla nebbia compressa nei corridoi
al terrore quieto
di perdere luce dalla mente —
e intanto
qualcosa ci cataloga
archivia scarti
insonnie
deviazioni
abitudini respiratorie
come se esistere
dovesse produrre una prova.
ma una foresta
non si giustifica
cresce.
così dev’essere l’umano.
Ma ti ho scritto
Aspettiamo parole semplici –
vengano a noi nei momenti di riposo.
Parleremo d’angeli, malediremo demoni,
dove l’inchiostro segue i segni.
Ti voglio come vecchia foresta,
coraggioso fra i nostri fantasmi.
Fiorirai per rompere il buio
a questa pellegrina.
Quante parole impolverate ma ti ho scritto.
Nel frattempo ho percepito umanità –

E lì sono rimasta
Perché l’amore è un fiore di campo:
un istante che cerca l’eterno.
Il rinnovamento
Uscito dall’orbita della propria storia,
l’uomo ha smesso di riconoscersi.
Vi sono fiumane di silenzi che custodiscono
un margine gravido d’amore, che attende
solo di essere riconosciuto.
Sostare nell’esausto, svuotato dalla vita,
quel sentimento fragile che non va salvato,
va abitato incondizionatamente.
È lì la voce che parlerà dell’unità comunionale.
Il rinnovamento non viene dalla pienezza
ma dalla mancanza.
Le difficoltà del cammino, il pianto
che emerge, si confida oltre
il cosmetico derma incipriato.
È una fiaccola che incede
verso la verità, un punto
dove il silenzio rende palpitante la parola
Non vedere il tramonto come forma di congedo,
aspettando ciò che resta indietro,
senza nascondere la sua parola
nell’inchiostro simpatico
ossidato
dal succo di limone.
La gioia nel dare
Lui dà, perché è nelle regole del suo Credo,
ma riceve tanta gioia, nel fare ciò in cui crede.
Mi hanno chiesto dove abito
abito il mio corpo –
ultimamente esco spesso.
La Galatea
«Amore e desiderio sono due cose diverse; non tutto ciò che si ama si desidera, né tutto ciò che si desidera si ama».
*La Galatea* 1585, Miguel de Cervantes.
È il primo romanzo dello scrittore spagnolo, definito “hermosa” dallo stesso autore. Racconta le vicende dei pastori Elicio ed Erastro che corteggiano la bella Galatea, rappresentante dell’indipendenza e virtù. L’opera si inserisce nel genere pastorale rinascimentale, influenzato dal neoplatonismo.

Ernest Hemingway
“Il nostro distanziamento dalle persone non significa odio né cambiamento. L’isolamento è la patria delle anime stanche”
Dimenticare
Non scrivere agli sconosciuti,
si rifugiano fra le nuvole,
hanno la tana in una canzone.
Ti guardano come il fiato
che appanna i loro occhi,
Scrivono sulla tua pelle una lettera
che leggeranno solo con le dita.
Non scrivere agli sconosciuti,
tutto è da dimenticare
quando appare drammatico,
il segno si trascina, l’incompiutezza,
insieme a quel tormento
che si diventi comunque un vuoto.
Nella solitudine siamo la verità
“Ogni essere umano porta dentro di sé due voci, una delle quali gli sussurra la verità nuda, e l’altra gli falsifica la realtà affinché possa sopportarla. Quante volte ci siamo guardati allo specchio e abbiamo visto soltanto il nostro volto, mentre le nostre anime erano dietro il vetro, a guardarci con occhi vuoti? Hai mai provato a rimanere in completo silenzio, ascoltando i tuoi pensieri mentre scorrono senza restrizioni? È terrificante. L’uomo non sopporta di confrontarsi con se stesso, per questo riempie la sua vita di rumore, di lavoro, di conversazioni vuote, di stupefacenti, di qualsiasi cosa che lo faccia sfuggire alla domanda che lo perseguita sempre: Perché sono qui? Cosa mi tiene in movimento? Forse la risposta non è cercare, ma smettere di fuggire”
Fiódor Dostoevskij

Quando il posto è giusto?
Se siete venuti in chiesa in cerca di persone sante, siete venuti nel posto sbagliato. Se siete venuti per trovare Dio, siete venuti nel posto giusto.
(San Giovanni Crisostomo)

