"Disse la vecchia guaritrice dell'anima: non fa male la schiena, fa male il carico. Non fanno male gli occhi, fa male l'ingiustizia. Non fa male la testa, fanno male i pensieri.
Non fa male la gola, fa male quello che non si esprime o si esprime con rabbia. Non fa male lo stomaco, fa male quello che l'anima non digerisce. Non fa male il fegato, fa male la rabbia. Non fa male il cuore, fa male l'amore.
- Ed è proprio lui, l'amore stesso, che contiene la più potente medicina."
Charles Bukowski
Il giorno passerà e la vita continuerà.
Vinceranno gli stessi,
perderanno i soliti,
e forse, se sei paziente,
se smetti di correre, e ti perdoni,
la vita smetterà di essere quell’autobus
che sfugge proprio
quando arrivi alla fermata.
Siamo un esempio di mimesi
Non riesco più a scrivere, perché tutto è già stato scritto, siamo una mimesi senza sperarlo. Mesi fa, dalla “fratellanza” poetica è stato detto che si “copia”. Nessuno ha pensato alla pericolosità del messaggio. La poesia emerge da profonde letture che ci aiutano a trovare identità, formano e scoprono le nostre ferite, i traumi, le radici, la forza. Niente viene creato dall’uomo, tutto è mimesi, ma “ancora” occorre il capro espiatorio per nascondere questa verità! Direbbe, più o meno, Girard: – quando il pensiero umano, nel tentativo di comprendere il mondo naturale, si libererà dai meccanismi del capro espiatorio, sarà adulto. Se, quando un aereo precipita, ti accontenti di puntare il dito contro un presunto colpevole, è ovvio che altri incidenti accadranno. E prima o poi, non ci saranno più aerei!
Alejandro Jodorowsky
La poesia di Alejandro Jodorowsky esplora l’amore, la guarigione e l’accettazione di sé. Tra i suoi testi più celebri c’è “L’amore adulto”, che descrive il sentimento come un’espansione tra due persone complete e disponibili, libere da bisogni possessivi o dal desiderio di riempire vuoti emotivi.
“L’amore adulto non si cerca,
Non c’è.
Non lo compri.
Non si conquista.
L’amore adulto cresce e si espande
tra due cuori presenti e disponibili.
Ecco un evento magico.
Due persone disponibili
non si trovano per necessità.
Non vengono a coprire nessun posto vacante.
Non sostituiscono nessuno.
Non prendono il posto di qualcuno che c’era prima.
Due anime disponibili si guardano con rispetto e si dicono:
“Tu con te e poi con me.
lo con me e poi con te.”
Indipendenza o Interdipendenza
La metafora della matrioska (o bambola russa) simboleggia l’esistenza di strati concentrici e interconnessi all’interno di un sistema, di un individuo o di un concetto. Più che un semplice giocattolo, esprime l’idea che la realtà e l’identità non sono mai bidimensionali, ma racchiudono molteplici livelli di significato. In pratica la matrioska è organizzata un po’ come il nostro pianeta ma noi ci crediamo “indipendenti”, ci “armiamo”, quando lo stesso pianeta ci parla. Secondo me, usare la matrioska per descrivere la realtà ci ricorda che ogni nostra azione ha un impatto sull’intero sistema concentrico. Riconoscere questa gerarchia di interconnessione è il primo passo per passare da un’ottica di sfruttamento a una di convivenza e rispetto /
Buona domenica
L’anima
Il corpo sa:
conosce la fame, il desiderio,
il dolore, il piacere.
L’anima invece
cerca qualcosa che non riesce mai
ad afferrare del tutto.
