una foresta
non domanda conferma agli occhi
cresce
anche nel punto cieco del mondo —
così l’umano:
reggersi in piedi
senza indossare
diagnosi cucite da galassie estranee
senza piegare la voce
alla liturgia del consenso
pensiamo alle lentezze —
ai corpi che esitano
alla paura del cambiamento
alla nebbia compressa nei corridoi
al terrore quieto
di perdere luce dalla mente —
e intanto
qualcosa ci cataloga
archivia scarti
insonnie
deviazioni
abitudini respiratorie
come se esistere
dovesse produrre una prova.
ma una foresta
non si giustifica
cresce.
così dev’essere l’umano.
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Mi piace molto questa necessità della crescita che ha radici e cielo. Grazie Nadine 🤗