Siamo un esempio di mimesi

Non riesco più a scrivere, perché tutto è già stato scritto, siamo una mimesi senza sperarlo. Mesi fa, dalla “fratellanza” poetica è stato detto che si “copia”. Nessuno ha pensato alla pericolosità del messaggio. La poesia emerge da profonde letture che ci aiutano a trovare identità, formano e scoprono le nostre ferite, i traumi, le radici, la forza. Niente viene creato dall’uomo, tutto è mimesi, ma “ancora” occorre il capro espiatorio per nascondere questa verità! Direbbe, più o meno, Girard: – quando il pensiero umano, nel tentativo di comprendere il mondo naturale, si libererà dai meccanismi del capro espiatorio, sarà adulto. Se, quando un aereo precipita, ti accontenti di puntare il dito contro un presunto colpevole, è ovvio che altri incidenti accadranno. E prima o poi, non ci saranno più aerei!

Meditando sull’inganno

L’inganno non è non capire il mistero: è diventare indistinti, vuoti, imitativi, vivere senza una forma interiore propria. Il pericolo non è il dubbio, ma l’assenza di essere.