La vita è un gorgo – penso
duellando con lo specchio –
una coreografia addomesticata
che dà risalto al nulla.
Forse, dalla nascita, la memoria,
è quella luce promessa che richiama
una tinta interiore d’innocenza,
spesso di schiena alla voragine.
Si sente affamata, l’innocenza,
un verso che non porta violenza
ma avanza per colpi e immersioni,
sta segnando il territorio buono
da tutto un altro mondo.