Le voci lontane

Le voci lontane, i feticci di penna, i richiami;
quella nebbia tossica come l’inferno.
Un intreccio di nomi, di incomprensioni,
di chiodi sui palmi al fottuto mondo;
la gente sembra scritta sui muri con lo spray.
Le braccia diventano pali di recinzione,
la mia schiena sputata dalla porta di un blog,
tanta acqua ghiacciata al rallentatore
e parole sciamane, parole, un serraglio da portare.
L’amore è il vetro che ho rotto da bambina.
Nessuna pace a riposare il sangue.
Volevo sentirmi un curioso infinito
o una bocca con il caldo del caffè.
Volevo solo toccare il cielo.

10 pensieri su “Le voci lontane

  1. Ogni volta che perdo qualcuno e pensando al giorno in cui mi perderò anche io provo a crederci, lei aveva una risata che sembrava una cascata di acqua fresca e so che non la sentirò più.🌹

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