Le voci lontane, i feticci di penna, i richiami;
quella nebbia tossica come l’inferno.
Un intreccio di nomi, di incomprensioni,
di chiodi sui palmi al fottuto mondo;
la gente sembra scritta sui muri con lo spray.
Le braccia diventano pali di recinzione,
la mia schiena sputata dalla porta di un blog,
tanta acqua ghiacciata al rallentatore
e parole sciamane, parole, un serraglio da portare.
L’amore è il vetro che ho rotto da bambina.
Nessuna pace a riposare il sangue.
Volevo sentirmi un curioso infinito
o una bocca con il caldo del caffè.
Volevo solo toccare il cielo.
Non trattenerla, deve continuare il suo viaggio; ringraziala, tornerà qualche volta.
Ogni volta che perdo qualcuno e pensando al giorno in cui mi perderò anche io provo a crederci, lei aveva una risata che sembrava una cascata di acqua fresca e so che non la sentirò più.🌹
Ne sono addolorata ma credimi, non l’hai persa. ❤️
Oggi non bene, ho perso un’amica, brutto risveglio 😔.
Ciao Paola. Come stai? ❤️
“Volevo solo toccare il cielo”.
♥️Nadine♥️
Benino, mio figlio si è preso la polmonite da covid ma piano piano sta guarendo. Siamo molto sfiniti ma si va.
Stanca, ma penso che ce la farò. Tu come vai?
Contraccambio Mimi. Come stai? ❤️
Mi riconosco in molti dettagli… ti lascio un abbraccio (se oggi funziona) ❤️