Io abito dentro di me

Scriviamo come si parla ai fantasmi.
Con le mani fredde.
Con una lingua sdraiata
che dimentica a metà parola.
Cerchiamo solo indizi:
una tazzina scheggiata,
un odore di pioggia —
l’aria sa di benzina,
un sorriso disertato.
Poi torneremo al silenzio,
ognuno nel proprio emisfero –
lasciando ai vivi
il compito
di ricordarci male.

7 pensieri su “Io abito dentro di me

  1. parto dal fondo perché mi colpiscono gli ultimi tre versi non tanto perché presuppongono l’essere nel frattempo morti, quanto per l’essere ricordati male, che è il destino di tutti (e che personalmente mi disturba, essere confuso con altri, con parole non mie) il ricordo contiene in sé una distorsione, come uno specchio deformante che ti mostra mai quel dettaglio di evento come realmente è stato.
    massimolegnani

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