Così anche l’istinto

Sentinella, un’eco di lingue perdute,
non più una guardia, non più una veglia.
Chi mai stava spegnendo le luci, se non io?
Non fissare nulla, lascia che lo sguardo cada.
Non inseguire la risposta.

Chiusi gli occhi, finché il vuoto divenne
un compagno discreto, di quelli che ti seguono
senza mai chiederti se hai dimenticato
il riflesso opaco dell’infanzia.

Come le falene, stanche e spente, si allontanano
dalle lampade, lasciando il buio indisturbato,
come la pelle che dimentica la cicatrice,
così anche l’istinto dentro di noi
si allontana dalle cose, si svuota
di ogni immagine rimasta, smarrita come vento
tra le pietre.
Si spegne nelle fenditure
dello stesso cranio.