Mi chiedo quando d’ottobre
cosa ne farà il vento
dei miei primi settantacinque anni.
Un poco illuminerà gli incanti autunnali,
le tele compiute e lo smussarsi
del fragoroso pungiglione avvelenato
di questo scorpione.
Con pugni di capra continuerò a castigare il verso.
A volte accadrà un silenzio senza cuore
compitando nella folata
la solita furia di sangue
accompagnata dal vocalico buio degli angeli.
Sarò un vecchio casolare solo nelle mura
ma se vedrete passare fra gli olmi la mia ombra
sarà quella che ho sempre avuto nella testa.
Di più d’una spinosa storia
o il tonante ritmo
di una rivoluzionaria.
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