Restare, è tornare all’inverno,
all’amore disabitato, sentimenti
rastrellati male e corpi a terra
esili di bruma, senza fiori
disegnati sul cuore,
o mani venute a rendere omaggio.
Qualcosa respinge, costringe ad andare,
non vi è luogo, non vi è luce,
è la notte.
Lei è coperta dal silenzio,
senza un campo coltivato a grano.
Lei è quei poveri resti irrisolti,
che hanno perso da tempo lo sguardo
e la sera per credere.
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