Eugenio Montejo (Caracas, 1938 – Valencia, 5 giugno 2008) è considerato uno dei più importanti poeti venezuelani della seconda metà del XX° secolo.
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Lascia che t’ami mentre gira la terra
e gli astri inchinino i loro crani azzurri
sulla rosa dei venti.
Fluttuando, a bordo di questo giorno
nel quale per caso, per un istante,
ci siamo svegliati così vicini.
Avrei potuto vivere in un altro regno,
in un altro mondo,
a molte leghe dalle tue mani, dal tuo riso,
su un pianeta remoto, irraggiungibile.
Avrei potuto nascere secoli fa
quando non esistevi in nulla
e nelle mie ansie d’orizzonte
indovinarti in sogni di futuro,
ma le mie ossa a quest’ora
non sarebbero che alberi o pietre.
Non fu ieri né domani, in un altro tempo,
in un altro spazio, né succederà mai
benché l’eternità getti i suoi dadi
a favore della mia sorte.
Lascia che t’ami fino a quando la terra
continuerà a gravitare al ritmo dei suoi astri
e ad ogni istante ci stupisca
questo fragile miracolo d’essere vivi.
Non abbandonarmi finché non si sarà fermata.
