È nel respiro delle onde
che il mio nome si scioglie,
diventa sale,
diventa viaggio.
Il coraggio ritorna
come un animale d’acqua,
una creatura che emerge dal fondo
con il dorso lucente
mi sfiora,
portandomi nel suo passo liquido.
Gli spruzzi si aprono come ali,
scintille vive
che incendiano la superficie del giorno.
E quelle mille,
e mille gocce sorelle
si cercano nel tumulto,
si abbracciano in un’unica pelle,
ostinate nel difendere la loro luce.
Così avanzano,
guerriere, respirano,
levigano gli scogli della vita
per restituirli al loro inizio,
rotondi, docili,
pronti di nuovo a essere toccati.
E in quel moto instancabile
una voce mi chiama:
non è il mare,
ma la parte di me
che ha imparato a non affondare.
