Possiamo chiudere le porte, disegnare
sorrisi sui volti, ma nessuna barriera
tiene a bada i nostri spettri,
perché si nutrono della nostra stessa carne,
giocando a nascondino nell’oscurità
finché ci dimentichiamo di loro,
fino a quando le catene, che noi stessi forgiamo
non ci ricordano del nostro abbraccio.
