Uomini affondati

Eterna pelle di donna che fa grave la morte,
in quella partenza dalle lunghe strade di polvere.
Fragile corpo, sempre fedele ai suoi baccanali
e tu che inciampi, in versi così magri d‘amore,
pur di non percorrerla, nella sua tenerezza.
Eppure sei suono di cembalo, se questa bocca
scompare; ecco il danno, le febbri che fingono
presenza, per farti sopravvivere alla noia.
È Il solito rito stonato, è la stessa storia esanime,
il solito fiume dal quale riemergono uomini affondati,
con in tasca i loro poveri cristi sanguinanti.


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