Guarda, c’è vita

Inerpicarsi per precipitare
al cuore devastato della terra,
fino al legno e ai chiodi
alla cometa in solitaria,
voragini scambiate per sentieri
che si dissolvono al passo,
orme fatte d’assenza.
Ogni scalata è un ritorno,
ogni vetta un abisso.
Ci si perde nel tracciato invisibile,
un richiamo è sempre più muto
fra il paragrafo sull’esistere,
fra il vuoto e questo corpo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *