La poesia ossigena, consola, è una strofa
che indugia sulla lingua un cambio d’umore.
Ciò che sembra qui è un perpetuo bruciare,
un agguato di luna nelle ossa e fra le righe le nuvole.
Non l’illusione assurda ma la presenza che scuote,
la febbre senza malattia, la zolla coltivabile.
