Noi dovremmo scrivere tutto sulla vita;
la vita è un foglio bianco pronto all’inchiostro,
il respiro nascosto tra le ore,
la fame che inarca il silenzio,
ogni sguardo che pesa la brace.
Annotare la luce complice che filtra
tra le persiane al mattino,
e l’ombra che si allunga
quando il giorno si piega alla sera.
Parlare del sorriso che si spezza,
del pianto che non trova voce,
di quella stretta di mano che salva
quando il cuore si perde.
Noi dovremmo scrivere tutto sulla vita,
non solo le vittorie,
ma anche le cadute che ci hanno resi umani,
le ferite che hanno disegnato mappe
sul nostro fragile corpo.
Scrivere l’amore,
quello che scoppia come un incendio,
quello che brucia piano come una candela,
e quello che resta,
come un’eco nell’eterno.
E infine scrivere il silenzio,
quel momento in cui tutto tace,
e la vita, senza parole,
continua a cantare.
