L’oscurità e l’ignoto

È un richiamo profondo,
archetipico.
Quando l’oscurità e l’ignoto
sembrano inghiottire tutto
con la loro bocca affamata,
la tua fiammella interiore
è il faro a cui si aggrappano
le moltitudini.
Non lasciare che le ombre
spengano il tuo fuoco;
il mondo ha un disperato bisogno
della tua visione.
Ogni volta che ti senti sopraffatto
dal vuoto, ricorda
che la solitudine non è assenza,
ma un grembo fertile
da cui far nascere la tua luce
in questo stesso istante,
l’attimo prima del pianto.

2 risposte a “L’oscurità e l’ignoto”

  1. Credo tu abbia ragione,
    non basta pensarlo quando l’altra solitudine morde, quella dell’inutile.
    Eppure l’inutile è la differenza profonda, l’identità che si mette a disposizione perché nasca qualcosa di buono. Il bello è personale, il buono è la forza sommata dei buoni. Quelli un poco buoni, non sempre è non appieno, ma che credono di non essere né inutili, né soli. Grazie Nadine per i tuoi versi 🤗

    1. “La forza sommata dei buoni” è una riflessione bellissima e molto profonda, che tocca corde intime e universali. C’è una sorta di poesia nel modo in cui descrivi il desiderio di non essere “inutili”, unendo la fragilità dell’essere umano alla ricerca di un senso collettivo. Vedi, diciamo la stessa cosa. 🤗

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