E si sta

Lo so che manca l’incipit
la profezia del non finito
dell’infinito
dell’inferno
e un’ora vale l’altra come una donna
che per te è fermento di parola,
ed è consumo di sé farne un principio
traballante.
Siamo quell’idea in soccorso
e il corpo si cava eroso dall’onda
di marea e reiterato riflusso.
Non hai sillabe nuove che frangano i flutti
si propongono le stesse pagine
quando non si ha più niente da dire
e si sta come la pelle
intorno alla frattura


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4 risposte a “E si sta”

  1. L’universo ha una lacerazione, sfuggono assieme mente, anima e senso e resta solo timore. Di non essere a sufficienza. Tagliente e vera la tua poesia. 🤗

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