È triste non poter volare, per portare
di respiro in respiro
l’infinito dalle acque
oltre quei vuoti:
il desiderio di proteggerci
come fossimo quel fiore sradicato
che è un seme di luci, soltanto.
Di Orione è la caccia.
Non è oggetto scagliato il silenzio:
nel profondo esiste la parola
a volte scritta con la calce appena fatta,
ancora instabile. Un muro
risuona di buio, di oscura sommossa.
Che poi la relazione è in Dio stesso,
la fiducia, l’essenza della comunione.
Un orlo di battaglia improvvisata
gira allo stesso modo, il bene è compreso
in relazione al male, ma l’amore,
l’amore lo sa e scava rispetto.
Non esiste imitazione.
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