Solo lo sguardo cambia

attonita 一
lei trattiene il raptus nel sangue,
lo piega, lo avvolge
in un lenzuolo innalzato
come vela –
come preghiera dismessa.

solo lo sguardo cambia:
è tanto osservarla attraverso il vetro,
mentre scrive, mentre sparisce.

immersi in apnea —
tra la pietra e la parola
abitiamo in fila il vortice:
assenza.
spiraglio.
si porta, a volte, il battito.

non è una tomba
ma un luogo che attende
la carezza del vento
o il suo uragano —
nessuno può fermarlo,
nessuno può dirgli: adesso basta.

tutto è versato,
tutto è trafitto,
e nel buio, nella luce, o nel suo margine privato
i tempi donano ai loro becchi
aperture senza ritorno.

bozzolo e farfalla —
il lampo scrive da solo.

lei –
una bandiera piantata
tra le caviglie
del mondo che passa.

le storie la attraversano
in silenzio,
raccolte.

voleva annunciarmi qualcosa,
ma usava una lingua
fatta di sassi.

le dita giunte
tintinnano su uno squarcio
che non si chiude mai.

respiro di lontananze,
volti che si sfiorano,
tutto è solo un senso che urla oro
senza dire perché –
il suo che rimane nel buio,
il tuo che illumina.

dove muoiono le onde dei fianchi,
tra lettere di umori
che non riusciamo a buttare
perché hanno ancora il rumore
delle prime parole.

ancora un attimo
prima della separazione
tra luce e tenebre.

ancora –
quel sonno innocente
che non è morte,
ma postura
dei sognatori.

lì ー
dove la parola si addormenta
e diventa soglia
tra ciò che trattiene
e ciò che si lascia andare.

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