L’esistere

Dal tepore di ottobre, quest’ora allo stipite,
scintilla fra parete e ombra che si allunga
fino al pavimento. Oscilla liquefatto il sangue
e brucia all’aorta confessando il male
di vivere un mondo
che all’apice è a un salto dal suolo:
volteggia, solfeggia,
vaneggia.
Non è un torto l’esistere, né l’assistere al dolore.
Fare l’amore sottosera —
e non è torto, qualora poi
apparisse tutto a nostra somiglianza.

2 risposte a “L’esistere”

  1. mi piace la ricerca delle parole, che non siano solo significato ma suono, assonanza, intreccio, ritmo e richiamo una all’altra. E ne risulta non un vuoto esercizio di stile ma una indiretta sottolineatura del significato. No, non siamo migliori del mondo che si eleva poco o nulla dal suolo.
    ml

    1. Un tempo osservavo la metrica, le assonanze, poi ho cambiato tutto accostandomi a un tono più discorsivo, anche se non riesco a staccarmi dalla forma forse a volte troppo ermetica…

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