La verità

Si dice che tutto accada due volte:
una nel mondo, una nell’immaginale.
Il corpo sogna la propria sostanza,
la luce finge di non sapere d’essere anima.

Guarda le città:
hanno nomi che non si pronunciano —
non come in Oriente,
dove ogni cosa conserva un senso,
una poetica, come un tempo
i popoli che parlavano col vento —

sono l’esatto contrario
delle nostre mappe,
dove nulla ha valore:
non si trovano, si ricordano.

Un angelo si piega sulla Terra,
il suo volto è un fiore di silicio,
una fiamma minerale.
Il suo respiro non brucia ma plasma,
come una mente che s’accende di simboli.

Ciò che si vede non basta:
occorre immaginare fino a colmare il vuoto
tra l’occhio e l’intelletto,
dove l’alchimia custodiva la verità.
E se qualcuno chiedesse cosa sia reale,
noi potremmo solo rispondere:
la verità è ciò che ci trasfigura.


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