Disarmate la pace

Camminano su orme slabbrate
con corde tarlate alle caviglie,
impuri d’ombra, drappeggiati di nero,
portatori di promesse infrante
sulle arterie di polvere.

Sotto un indaco oceano, che ha estinto
le vele insorte, echi recisi
dalla gola della giustizia.

Siamo evasi dalla storia, dai serpenti, dai mistici-
non dalle mani serrate su vessilli scoloriti,
che tinteggiano la pace con le armi,
che confondono il senso della veglia.

L’aria scompiglia oracoli di paglia,
precipita proclami sfilacciati
nelle piazze rese larvali dal sospetto.
Dove si nascondono i sogni, le rivolte,
le madri con gli occhi prosciugati?

Chi ha interrato la dignità
sotto il peso delle torri di vetro e tracotanza?
Eppure, fra le fenditure del cemento,
un sussurro persiste, la poesia:
scintilla irriducibile, testimone refrattaria
al fango del tempo.


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