Figlio del legno

Poi mi mostrò il suo cuore
dove chiunque alloggia
il principio stesso –
non d’uomo né d’angelo,
cuore curato dal gesto materno:
cuore mite, covato senza affanno,
che nutre il rifugio del tempo
e nel respiro custodisce il verbo.
Così la rosa si offre.
Così il sommacco incendia.
Non sarà effimero –
l’amore infrange l’emozione
fino a farne squarcio,
e da quello squasso
si scelga ciò che il mondo,
sotto il ghiaccio, aveva scartato.


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