Docile, odorosa brace di cedro,
affonda il mio risveglio rannicchiato
in questo straccetto di pizzo nero –
(vanità lacerata –
a spettri invaghiti, parte dolente)
Così cara quest’ora interminata,
un delicato rivelarsi
(confessioni)
O Theos, che si concede
in quella remissione delle foglie
che danno voce al vento –
nei volti, scarni, sui poveri letti,
anche in chi non crede parola – c’è –
e ai gorgoglii di freddo lungo i muri
cede il suo fuoco.
:
(Swan) : (ovvero : Nadine)
Ho usato tantissimi nomi in poesia.
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