Intima è la parola, quando non cerca consolazione,
come calza di seta, che si venga srotolando alla caviglia –
delinea una lingua che si adagia dolcemente sulle forme
del discorso, svelandone l’armonia –
scrivere, senza compiacersi – il gesto, a scomparire dalle pagine,
e per quanta folla ci sia, dentro si continui a sembrare vuoti.
Esserci, ma in sordina, sull’affocata linea della terra,
come chi di fronte allo specchio,
non vede di sé,
ma dell’altro –
e carità
riveli ai cuori in contumacia
grani d’amore.
In quegli scolatoi dentro i macelli,
l’agnello ancora asperge –
resurrezione non è pestare l’acqua nel mortaio
d’una malinconia che aspetta il buio –
è quando si scorge la remissione
vagabondare trasudamenti di sangue preziosissimo,
dolce fino allo spasimo
che rifiorisce dalle secche di una zolla morta.
…
Swan : ovvero >>> Nadine
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All’inizio era un salmo poi il verso muta e guarda, con severità dolente. Molto bella. 🤗