E si ritorna

Il vuoto esprime un peso al volo,
una frenesia d’ali,
un pensiero laterale,
come la storia di una donna che disegna
la sua fine in ronzii di suture metalliche.

Frazioni semplici, ma dolorose –
era il sangue, erano le metastasi, i tratti surreali,
una muta di biancheria
e le stelle sulla pelle, le eco metafisiche,
gli squarci e poi più su,
dove la luce non muore.

Ma si ritorna, accade che si rimane, a scaglie
e una magrezza d’occhi sempre più grande
che lo spazio abita.


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