Centrale – forse la chiave di volta –
è questo pensiero: la purezza
non è virtù morale,
ma modulazione del sentire,
intimità radicale con sé stessi.
È il luogo in cui percezione e identità
si toccano, si rispecchiano.
Purezza, allora, non come candore,
ma come coesione interiore
tra emozione e consapevolezza.
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